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Bullismo e Judo
Editoriale

Bullismo e Judo

Articolo 92 del 23/10/2015

Leggendo i giornali o ascoltando il telegiornale viene sempre fuori la notizia legata al bullismo. Deprecabile, assurdo, incontrollabile atteggiamento giovanile che fa il vezzo ai “cattivi” di strada visti in qualche film per adulti. Generalmente chi minaccia un compagno o una compagna di scuola non lo fa mai da solo, si copre le spalle con il gruppo che lo rende indenne da una eventuale rappresaglia (per il colpito sarà difficile scagliarsi contro il gruppo in un impeto di orgoglio). Per cui, stiamo parlando, sostanzialmente, di adolescenti impauriti, di vigliacchi che per esorcizzare le loro paure si rendono aguzzini di compagni che vivono le loro stesse paure ma con animo diverso. Ci sarebbe da chiedersi dove si crea questa diversità di atteggiamenti. Perché alcuni rispondono portandosi dentro le proprie paure e altri scaraventano fuori il peggio del loro animo? L’unica spiegazione plausibile è da ricercare nell’educazione famigliare. Ci sono famiglie che insegnano ai figli il rispetto e l’educazione e ce ne sono altre che insegnano ai figli la furbizia e la prevaricazione. Possiamo rimanere qui decenni a parlare dei differenti modi educativi e delle probabili cause che li hanno generati ma il tempo non c’è. Questo è il tempo, secondo me, di dare delle risposte concrete. I proclami, le belle frasi non bastano più contro un fenomeno dilagante che vede i protagonisti violenti di queste vicende sempre assolti o giustificati. La violenza, poi, non è soltanto fisica, c’è tutto un decalogo di violenza psicologica che per gli adulti sembra roba da nulla mentre per i ragazzi è una condizione talmente grave che hanno persino paura a parlarne con i genitori. I cattivi sanno, sempre, dove cogliere per colpire le loro vittime anche perché conoscono bene i punti deboli, sono gli stessi che hanno loro ma che non vogliono ammettere neanche a loro stessi. Dobbiamo rispondere a questo fenomeno, ma cosa fare? Penso che dovremmo prendere una posizione decisa contro questi atteggiamenti e a favore delle vittime di certi episodi. Dobbiamo parlarne in palestra con i nostri ragazzi, dobbiamo ripeterlo e ripeterlo di continuo; dobbiamo fargli capire che non devono essere dei codardi come i bulli che incontrano, che devono far valere il loro orgoglio e la loro dignità di fronte a questi atteggiamenti aggressivi. Ma dobbiamo anche dare un messaggio ai genitori e dovremmo scriverlo e lasciarlo esposto fuori dalle nostre scuole di JUDO perché anche i genitori che passeranno li per caso dovranno leggerlo.

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