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GIOCO DI MANO
Editoriale

GIOCO DI MANO

Articolo 81 del 28/01/2015

So per certo che per migliorare qualunque cosa non si toglie una parte fondamentale di essa per evitare problemi e la sostituisce col nulla. È come dire, nel judo, che si tolgono delle belle tecniche spettacolari e non si sostituiscono con altre tecniche altrettanto spettacolari. Per esempio, voi ce lo vedete il judo senza alcune tecniche, così come le aveva studiate Jigoro Kano?
Ma sarebbe lo stessojudo?
Certo che no, vi sento dire. È come se io, per esempio, visto che la mia mano ha toccato inavvertitamente l’acqua calda, me la tagliassi.
È vero non toccherò più l’acqua calda per paura di bruciarmi, ma non ho più la mia mano, una parte importante e vitale del mio corpo.

A voi non sembra che nel judo sia stato fatto così? Invece che far applicare i regolamenti già esistenti si è eliminato il problema alla radice, si è amputato il judo. Questa amputazione, tra l’altro, lo sta rendendo simile alla lotta GrecoRomana (che volevano togliere dalle Olimpiadi…) cosi ché i nuovi regolamenti arbitrali mal gestiscono il combattimento di judo come noi lo conoscevamo. Ci hanno tolto il Te Guruma e il Kata Guruma, ma anche il Morote Gari (che a me non è mai piaciuta come tecnica) per far sembrare il judo più spettacolare così come vuole la diretta tv. Non si sono resi minimamente conto che dovevano far applicare alla lettera i regolamenti già esistenti per rendere spettacolare il nostro sport che è, tra l’altro, uno tra i più belli nelle istantanee che si vedono in tutti i siti del mondo; la foto ferma un attimo che a occhio nudo non riusciamo a vedere se non nella sua continuità. Ma la spettacolarità sta proprio nell’immagine che ferma il momento, sta nel volto stupefatto di chi subisce la tecnica e ormai in volo non sa più cosa fare e sta nel viso di chi la tecnica la sta portando e nelle pieghe del suo viso si leggono il sacrificio e la fatica per far fermare quel solo momento. Chi ha deciso di amputare il judo? Ma, soprattutto, chi non li ha fermati? Una volta, ad un Torneo di Parigi di qualche anno fa fotografai un Kata Guruma straordinario di Oleg Maltsev e il “De Coubertin” applaudì per 10 minuti quella tecnica splendida, pulita e portata con il massimo della velocità. La tecnica, rivista in foto o su video, si apprezzava ogni volta per la plasticità del movimento. Anche il judo è caduto in mano a chi specula sugli atleti e non li considera per quello che sanno fare ma per l’immagine video che possono rendere, senza minimamente rendersi conto che dietro ogni gesto c’è uno studio di anni e sacrifici di decenni; per arrivare su quei tatami internazionali gli atleti hanno faticato e sognato di imitare i propri campioni, anche se, tra l’altro, non li hanno mai visti in tv. Riprendiamoci il judo e dimostriamo che il buon judo spettacolare lo sappiamo fare, in primo luogo nelle nostre scuole e poi sui tatami di tutto il mondo.
Pino Morelli

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