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IL RISPETTO DI BASILE
Editoriale

IL RISPETTO DI BASILE

Articolo 80 del 30/12/2014

Questi Campionati Italiani Assoluti hanno tracciato il segno indissolubile della verità. Tra le tante ombre e le poche luci di questa due giorni abbiamo assistito a dei lampi di judo vero e di insegnamenti di modestia da grandi campioni.
Un episodio tra tutti voglio segnalarvi, che parla di rispetto del tatami, del judo, dei ruoli, dell’essere combattenti e del proprio pubblico.

Elio Verde, un “Leone” del tatami è un combattente di rispetto, si è messo in gioco, è salito come chiunque altro atleta a dimostrare che lui c’era, che c’è comunque su quel tatami intriso di fatica e sudore, vivo di speranze e grandi aspettative. Ha condotto una buona gara, com’è nel suo DNA, con la forza e la determinazione del guerriero. In finale ha perso. Ha perso per shime waza contro Fabio Basile.

Fabio giovane, preparato, attento, ha condotto una competizione senza mai esagerare e con il piglio del grande campione ma il meglio lo ha dato in finale. Su una entrata di Verde è riuscito a mantenere il bavero e a portare a termine il suo shime waza. Ma quando l’arbitro ha dichiarato l’ippon lui si è alzato e ha fatto il segno ben visibile, a tutti i suoi fans, di non esultare. Con quel dito che toccava la punta del naso ha detto una sola cosa: ”Rispetto”.

Rispetto per quel grande campione che lui ha sempre stimato e che ancora stima, rispetto per quel combattente che si è messo in discussione a differenza di tanti suoi colleghi che hanno snobbato gli Assoluti per risparmiarsi per ben altri lidi.

Ma il judo italiano, il nostro judo migliore, si vede qui. È qui che bisogna dimostrarlo, è qui che si diventa campioni. Gli Assoluti dovrebbero tornare ad essere la competizione Top del nostro judo nazionale e a questo compito è delegata la nostra Federazione che, sono sicuro, ridarà alla nostra gara più alta l’importanza che le spetta. Basile ha ripetuto un gesto che solo Geesink aveva già fatto moltissimi anni fa in occasione della sua medaglia Olimpica, ha protetto il suo avversario, lo ha rispettato offrendogli l’onore della sua modestia.
E questo, lo possono fare soltanto i grandi campioni.

P.Morelli

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