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La bellezza è nel judo?
Editoriale

La bellezza è nel judo?

Articolo 117 del 12/01/2020

Ricominciamo Ogni fine anno pensiamo che l’anno che verrà sarà migliore dell’anno che ci ha lasciato. Non è vero niente. Solo nel nostro intimo speriamo che sia così. Questo fatto ci dà un spinta a percorrere il nuovo anno con rinnovata speranza. Perché non prendere questa illusione per buona e prendere l’opportunità che ci presenta? Facciamo finta che sia morto un anno e, adesso, ricomincia una nuova vita. Siamo stati graziati, e perché ci dovremmo far scappare questa opportunità di cambiare in tutto o in parte quell’idea che ci piace tanto e che chiamiamo judo? Siamo un popolo che ha avuto, tra i suoi antenati, Michelangelo Buonarroti, Leonardo Da Vinci, Donatello, Benvenuto Cellini, Gian Lorenzo Bernini e Antonio Canova, tento per citarne i più famosi. Siamo nati con la bellezza e in questa bellezza siamo vissuti per cui possiamo anche noi fare qualcosa di bello. Facciamo un judo bello. Facciamo un judo sicuro, facciamo un judo a seconda delle persone che abbiamo davanti come allievi, un judo di base. Se si fa capire, ai nostri allievi, che la vera forza, nel judo, è il movimento già siamo sulla buona strada. Insegniamo bene le cadute agli allievi perché la sicurezza fa rima con la bellezza. Insegniamo loro a sorridere nelle vittoria e pure nella sconfitta perché il judo è bello. Dove si vede mai una persona che vola al di sopra delle nostre spalle benché, per quella proiezione non avessimo fatto un grande sforzo? Ma dove si è mai visto uno sport che sembra una danza che al momento giusto ti proietta e ti fa volare? Ma dove si è mai visto uno sport che rispetta tutti, da quelli più forti ai più deboli alla stessa maniera? Creiamo bellezza, noi possiamo. Anche come allenatori o maestri. Bisogna dimenticare le diatribe, le faide tutte volte per farci dividere, perché dividendo si governa meglio; un conto è avere una classe insegnanti unita ed un’altra è avere tutti gruppi divisi, dove gli uni non parlano con gli altri. Perché qui è il vero bandolo della matassa, non farci parlare l’un con l’altro, perché dal confronto nascono le idee, perché partecipare vuole dire sapere. Dividi et Impera, questo è il motto. Non date retta, noi apparteniamo ad una stessa famiglia, ci mettiamo gli stessi abiti, utilizziamo gli stessi rituali sul tatami, insegniamo il rispetto, il coraggio, la dignità. Siamo uguali capite? Non vale la pena di parlare male degli altri perché, sostanzialmente, parleremo male di noi. Dobbiamo essere un gruppo di fratelli, amici, e poi vinca il migliore. Sempre costruendo la bellezza perché la bellezza passa attraverso le parole buone, gentili che riscaldano il cuore, che danno una mano a tirare su chiunque. La bellezza è tutto, si può ricercare in ogni parola, ogni gesto, ogni tecnica che si porta, ogni volta che si sale sul tatami. Fare bellezza è pensare bellezza e se si pensa in modo positivo non hai tempo per pensare cose brutte.

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