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Campionati del Mondo Budapest 2017  Visti da noi
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Campionati del Mondo Budapest 2017  Visti da noi

Articolo 105 del 08/09/2017

Fabio Basile vince agilmente con il palestinese Yacoub Simon, quasi in supplax perché An ha vinto con lo spagnolo Uriarte e allora ha pensato bene di
non stancarsi troppo.
Odette al suo primo combattimento contro l’ostica Jimenez ma le danno, a sorpresa, un wazari contro che poteva essere al massimo uno “yuko” per cui nulla di fatto. Ma 10 secondi dopo, ripresasi dalla sorpresa fa ippon alla sua avversaria con de ashi barai/tani otoshi.
In un combattimento bellissimo dove Fabio si è trovato in svantaggio per ben due volte ha rimontato lo svantaggio con il “piede di Dio”, facendogli da ashi barai. Quando è andato al golden score penso che An doveva essere ammonito più volte per falsi attacchi però all’ultimo, l’ammonizione l’ha presa Fabio per un attacco che non aveva senso forse dovuto alla smania di vincere. È stato un bell’incontro con due grandi campioni che hanno combattuto fino all’ultimo e non si sono rispamiati.

Inizia bene Edwige e in pochi minuti, il tempo di osae komi, fa fuori la greca Boukouvala. Neanche si è riscaldate però l’abbiamo vista sveglia e reattiva.
Ha approfittato del fatto che la greca è andata a terra e subito le ha fatto un tate shio gatame prefetto.
Grande Gwende. Vai!!!
Diventano tutti forti quando incontrano gli italiani.
Questo montenegrino sembrava tutto volto a non far fare le prese a Matteo, ci metteva una forza inaudita. Comunque Matteo dopo aver provato due
o tre tomoe nage, dove ha subito un’ammonizione, ci ha provato con due morote e anche qui ha subito un’altra ammonizione. Il combattimento l’ha fatto soltanto Matteo e Mrvaljec (medaglia d’argento ai Campionati del Mondo di Parigi 2011) si limitava a prendere le prese con forza. Alla fine Matteo ha fatto un o uchi gari da manuale e, fortunatamente, l’arbitro ha concesso l’ippon. Gli arbitri, mi dispiace dirlo, hanno tutti lo stesso copione.
Vedremo più avanti.

Non c’è niente da fare per Antonio contro Anri Egutidze (Por) (Junior European Championships 2016:
2 posto, European Open Madrid 2016: 1 posto, Junior European Cup Leibnitz 2016: 1 posto) perché con un tai otoshi e un o uchi gari ha chiuso la partita.
A niente sono valsi i continui attacchi per riprendere le redini del combattimento.
Finisce qui la gare di Antonio purtroppo.
Si presenta bene Edwige sul tatami. Va subito all’attacco dell’ostica Haecker (Aus) (Oceania Championships Senior 2017: 1 posto, Oceanian Championships Seniors 2016: 1 posto, Oceania Championships Seniors 2015: 1 posto) ma non riesce a fare punto poi su un entrata dell’avversaria
porta un o uchi gari che gli fa guadagnare un waza ari che la porta a vincere. Grande Gwende.
Matteo incontra il belga Bottieau (Masters 2016: 2posto, Grand Prix Dusseldorf 2016: 1posto, Grand Prix Dusseldorf 2015: 1 posto) col quale già aveva
vinto alle olimpiadi di Rio. Il belga, appunto perché lo conosceva ha impostato il suo combattimento fidandosi sulla sua resistenza del braccio destro.
Matteo dopo aver provato per tutto il tempo a smuoverlo l’ha “pizzicato” a terra e dopo aver provato con diverse osae komi gli ha tirato Ude Hishiji e ha vinto il combattimento al golden score. Bene così Matteo.

Gwende sempre con la solita lena si presenta all’incontro con la polacca Ozdoba (Grand Slam Abu Dhabi 2014: 3 posto, European Championships Seniors  2014: 3 posto, Minsk European Open 2017: 1 posto) e dopo una schermaglia fatta di prese e falsi attacchi la Ozdoba la prende a terra e tenta Ude Hishiji, sembra che Gwende possa resistere ma dopo un po di ribaltamenti cede alla leva. Peccato perché stava facendo una buonissima gara, si è fermata ad un incontro per aspirare al podio. Grande onore a Edwige che io personalmente non la vedevo combattere cosi da molto tempo. Brava.
Marconcini deve fare l’incontro con il padrone di casa Ungvari Attila (Ekaterinburg Grand Slam 2017: 2 posto, Dusseldorf Grand Prix 2017: 2 posto, Cancun Grand Prix 2017: 3 posto) per aspirare al podio.
Ma Matteo è magnifico prima infila un o uchi gari e poi un drop seoi nage aggiudicandosi il combattimento.
C’è da dire che a questo focoso ragazzo ungherese non gli ha concesso niente anche se si vedeva, risentiva dal golden score dell’incontro precedente
Matteo il Superbo è in semifinale. Si è levato di torno il mongolo Otgonbaatar (Baku Grand Slam 2017: 3 posto, Grand Slam Paris 2015: 3 posto, World
Championships Rio de Janeiro 2013: 5 posto) e in semifinale deve vedersela con l’iraniano Mollaei (Baku Grand Slam 2017: 2 posto, Asian Championships Seniors 2017: 2 posto, Tbilisi Grand Prix 2017: 3 posto). Adesso metticela tutta Mattè.
L’Italia chiamò.
Matteo il Superbo è in finale contro il tedesco WIECZERZAK (Grand Slam Tyumen 2015: 3 posto, Grand Slam Tokyo 2014: posto, Grand Prix Samsun 2014: 2 posto) dopo aver vinto con l’iraniano Mollaei. Un risultato storico per questo ragazzo che sta dando il meglio di se da quando ha fatto la qualificazione per Rio. Matteo il Superbo metticela tutta e conquistati il tuo sogno, te lo sei meritato. Forza, Daje Mattè.
L’Italia chiamò Susi Galeone dopo aver regolato con Park Yujin (Asian Championships Seniors 2017: 3 posto, Grand Slam Tokyo 2016: 2 posto, Grand Prix Ulaanbaatar 2016: 3 posto) passa all’incontro con l’olandese Steenhuis (Baku Grand Slam 2017: 1 posto, Paris Grand Slam 2017: 3 posto, Grand Slam Abu Dhabi 2016: 1 posto) 1° posto nel ranking e anche qui vince per somma di ammonizioni passa agli ottavi di finale dove deve vedersela con l’altra olandese Verkerk (Baku Grand Slam 2017: 2 posto, World Championships Rio de Janeiro 2013: 2 posto, Grand Slam Abu Dhabi 2015: 1 posto) 11° posto nel ranking. Daje, forza Sosa, metti la medaglia al collo di Iris. Forza siamo tutti con te!!!

Sosa non ce l’ha fatta, dopo un combattimento finita al golden score si fa ammonire per passività. E’ stata ripescata e può andarsi a prendere una medagli di bronzo. Daje Sosa, ancora un piccolo sacrificio, un piccolo sforzo per farti entrare nella storia. Purtroppo a Sosa non le è bastato andare convinta sul tatami perché la cubana Antomarchi Kaliema le fa un ippon di tani otoshi. Finisce la gara al 7° posto però lode a questa ragazza che diventa sempre più forte.
In definitiva la nostra nazionale ci è piaciuta perché ha salito il tatami con grinta e determinazione da parte di tutti i componenti e poi erano seguiti
da una staff di tecnici impareggiabile. Per capirlo meglio basti vedere il “combattimento” fatto da Roberto Meloni con la sue sedia a bordo tatami. Suggeriva, mimava se la prendeva con l’arbitro quando c’era qualche punteggio che non gli andava bene.
È stato l’anima dei nostri atleti e li ha sospinti quando erano in fase calante. Un vero toccasana per i nostri ragazzi.
Che squadra! Meritavamo di più ma non possiamo lamentarci perché adesso, quando ci vedono che montiamo sul tatami il rispetto che ci rivolgono ce lo siamo meritati. Che bella squadra.
Forza ragazzi.

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