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Gli Europei Master e le considerazioni di Giuseppe Macrì
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Gli Europei Master e le considerazioni di Giuseppe Macrì

Articolo 101 del 22/07/2017

A Zagabria gli atleti over 30 di tutta Europa si sono ritrovati per conquistate l’ambito titolo di Campione Europeo Master: chi più chi meno allenato, chi aveva alle spalle un palmares lungo due pagine, chi è tornato a combattere dopo anni di inattività per infortuni, lavoro o famiglia, nella capitale croata c’erano tutti. Sugli spalti i bambini gridano i nomi dei genitori, genitori che guardano con un po’ di ansia i figli ormai cresciuti, combattere come quando erano bambini. Si respira un‘atmosfera magica ma sul tatami nessuno regala niente. Il mondo dei Master è ancora poco seguito in Italia ma si tratta di judoka forti, che si impegnano con tutte le loro forze per inseguire e raggiungere i loro obiettivi. Hanno i piedi per terra e la testa carica di sogni, perché crescere non vuol dire smettere di sognare. Una cosa gli accomuna tutti: vogliono continuare a combattere Zagabria è stato un banco di prova importante in vista dei mondiali di settembre ed il livello era molto più alto dell’anno precedente, ciò nonostante la rappresentativa italiana guidata da Giuseppe Macrì ha portato a casa un ricco bottino. A qualche settimana dagli Europei Master 2017, sentiamo cosa ne pensa coach Macri:

JI: Un commento su questa avventura?
GM: Assolutamente soddisfatto, è stato un europeo impegnativo ma anche quest’anno abbiamo portato a casa un bel po’ di medaglie. Il primo giorno è andato molto bene, poi io sono particolarmente affezionato ai judoka della prima giornata: sono lo zoccolo duro della squadra, coloro che ci sono da sempre, dall’inizio del movimento Master in Italia, che amano questo sport e mi regalano sempre grandi emozioni. Anche nelle altre giornate l’Italia si è fatta sentire, siamo saliti più volte sul podio battendo atleti di nazionali molto forti. Insomma non potrei non essere soddisfatto dell’impegno e dei risultati dei nostri judoka.

JI: E della gara a squadre cosa ci dici?
GM: La gara a squadre è emozionante! La cosa che più mi piace è che presentiamo più squadre anche nella stessa fascia d’età, questo dimostra che i nostri judoka hanno voglia di combattere e di mettersi in gioco ancora una volta dopo la gara individuale, una cosa che apprezzo molto. Le medaglie sono arrivate anche in questa giornata ma, davvero, lo spirito e la voglia di fare sono le cose che mi hanno colpito maggiormente.

JI: C’è qualcosa che invece non ti è piaciuto o miglioreresti?
GM: Alcuni atleti partecipano a questo tipo di competizioni senza rendersi conto del livello che in realtà c’è, probabilmente le sottovalutano un po’ e questo mi dispiace. Basta la prima giornata di gara per fargli cambiare idea ma sono competizioni a cui bisogna arrivare preparati e che richiedono la massima serietà. Anche in sedia è richiesta una certa forma: pantaloni lunghi e completo per le finali, io ovviamente sono sempre a disposizione di tutti i judoka italiani: possono contare su di me dall’accredito fino all’ultimo incontro e lo faccio davvero con il cuore. L’importante è ricordarsi che noi là stiamo rappresentando l’Italia quindi dobbiamo sempre dare il meglio, non importa il vincere o perdere ma rendersi conto dell’importanza dell’evento. Poi ho visto molti errori tattici, vorrei poterci lavorare di più insieme agli atleti, forse più incontri collegiali potrebbero aiutare.

JI: I mondiali Master 2017 si terranno ad Olbia in Sardegna, cosa ti aspetti?

GM: Sogno di portare 200 atleti italiani in Sardegna, eravamo 118 a Zagabria quindi ci credo. Il 10 settembre ci sarà l’Open d’Italia Master a Follonica e, oltre alla gara, uno stage dedicato e anche il campionato italiano a squadre, spero che questo sia da stimolo a molti. Soprattutto vorrei aumentassero le donne, purtroppo ne abbiamo molte meno degli altri paesi anche se le nostre judoka sono delle vere leonesse. Il movimento master sta crescendo in maniera esponenziale e questo ovviamente mi fa molto piacere, non ho dubbi che ad Olbia i nostri atleti sapranno farsi valere.

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