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Articolo 76

A che (chi) servono questi quattrini?

Rubrica "Detto tra noi" del Maestro Alberto di Francia

Mi voglio soffermare sui corsi (obbligatori) per insegnanti di Judo che i vari comitati regionali devono ogni anno proporre ai tecnici delle proprie regioni, corsi che dovrebbero migliorare l’aspetto tecnico o quanto meno coprire alcune lacune che nella carriera degli aspiranti allenatori sono inevitabili vista la pochezza dei corsi per l’attribuzione della qualifica. Non sono contrario per principio a che i comitati organizzino questi raduni presso villaggi turistici oppure presso zone di villeggiatura, purché non si snaturi lo scopo stesso degli aggiornamenti e non si pensi solo a fare “cassa”. Io penso che per rendere gli aggiornamenti tecnici veramente utili non si può lasciare ai Comitati Regionali l’onere di organizzarli solo per la propria regione ma si deve lasciare liberi i partecipanti a scegliere dove andare in base alle proprie esigenze e disponibilità oltre al contenuto tecnico, nascerebbe così una competizione tra regioni a chi riesce a far meglio e a prezzi convenienti. Recentemente in un corso di recupero nel Lazio si sono visti centinaia di tecnici intorno ad un tatami assolutamente inadeguato, ovviamente disinteressati e richiamati all’ordine dal docente “dalla docente” a suon di fischi “alla pecorara” e il vicepresidente del settore Judo, (non riesco ancora a capire perché egli ancora si ostini ad autoproclamarsi presidente di settore carica che non gli è riconosciuta da nessun regolamento), disinteressarsi del caos, inevitabile visto l’alto numero dei partecipanti e l’inadeguatezza del tatami, penso che sia per il fatto che tanto l’incasso era di già stato ottenuto. Tutto questo dimostra quanto importi ai vertici del settore Judo del Lazio dello sviluppo tecnico e del miglioramento della disciplina. Io penso che la Federazione dovrebbe costituire una commissione (io vorrei farne parte, gratuitamente,) che valuti prima di dare il proprio OK. I programmi di tutte le regioni e il sistema organizzativo otterrebbero così, e sarebbe un bene, di avere sia un miglioramento tecnico e sia un interesse partecipativo. Ho interpellato i tecnici della nostra Associazione nonché della scuola del settore Judo che hanno partecipato al suddetto raduno (obbligatorio) e mi hanno chiesto di rivolgere un appello al Presidente del Comitato Regionale affinché questo stato di cose venga a cessare e affinché sia presa in seria considerazione una opportunità di crescita che fino ad oggi è venuta a mancare. M° Alberto di Francia.

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