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Articolo 73

Il Judo è stato punito.

Rubrica "Detto tra noi" del Maestro Alberto di Francia


Finalmente ci siamo riusciti c’è ne è voluto di tempo ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il Judo è stato punito, smembrato svuotato di tutti i suoi contenuti tradizionali, tecnici, ideologici e quant’altro ognuno di noi per decenni ha cercato in esso. C’è voluta l’unione di tantissimi cervelloni delle varie sigle UEJ, WJA, AJA, AJC. (cancellate quelle sigle che non c’entrano) ecc. ecc. per farcela ma alla fine è andato tutto in porto; dicevano: “Per renderlo più spettacolare, più televisivo.” Francamente non ho mai visto niente di meno spettacolare e “televisivo” di quanto accade sui tatami di tutto il mondo. Fortunatamente di volta in volta qualche vero judoka ci offre sprazzi di bel Judo adattandosi ai cervellotici regolamenti messi in atto dalle sunnominate sigle il che dimostra che anche se sopito, maltrattato e relegato a spettacolo televisivo e, anche se punito, il Judo non è morto. Quello che colpisce sfavorevolmente è l’assoluta insipienza e accondiscendenza delle Federazioni Nazionali di tutto il mondo che hanno accettato supinamente quanto veniva propinato senza badare ai guai irreparabili che si venivano a creare. Quando si parla delle Federazioni Nazionali e anche quelle internazionali si parla di persone, persone che, credo, abbiano praticato il Judo e che per il livello raggiunto siano state scelte per guidare i movimenti nazionali e internazionali. Allora come è possibile che tali persone sono rimaste indifferenti a quanto accadeva? Quali interessi hanno perseguito?. Quello che mi ha colpito sfavorevolmente è l’assordante silenzio della Federazione giapponese e del Kodokan che avrebbero dovuto, a parer mio, essere i depositari del Judo tradizionale e che, sempre a parer mio, avrebbero dovuto “e potuto” con più forza difendere la magnifica opere del prof. Jigoro Kano (pace all’anima sua) e difendere una tradizione in tutta la sua interezza. Penso che la Federazione Giapponese avrebbe dovuto ritirare tutti i suoi atleti dalle competizioni e che, per protesta, tutti i membri del Kodokan e della Federazione Judo Giapponese avrebbero dovuto dimettersi dagli organismi internazionali. Ma voglio fare un passo indietro ricordando con nostalgia quello che per anni è stato il Judo anche in Italia. Forse è vero si vincevano meno medaglie ma, vivaddio, i combattimenti di atleti come i vari Tempesta, Venturelli, Fiocchi, Peloso, Monti, Tavolucci, Di Palma, Beltracchini Beltracchini, Croceri, Galimberti e mi fermo qui per non fare torto ai tantissimi dei quali conosco perfettamente i nomi e ricordo che i loro incontri, erano uno spettacolo che non ci si stancava mai di guardare. Forse anche allora per i profani vi erano elementi di incomprensione ma aggiungo che per i profani anche ora è tutto incomprensibile. Oggi quando si va alle gare si guarda solo l’atleta che ci interessa e si sorvola su tutto il resto della competizione. L’obiezione che più ricorre è quella, come giustificazione di quanto è stato fatto, che la china che si stava percorrendo era quella del non Judo messa in essere dai Judoka russi che avevano adattato una loro lotta nazionale alla disciplina del Judo. Forse questo è vero e allora perché invece di punire il non Judo dei russi si è punito il Judo? Forse perché non si è creata una classe arbitrale in grado, essendo loro dei veri Judoka, di giudicare e porre rimedio ogni volta sanzionando l’eccessiva propensione delle prese alle gambe con quelle vere del go-kyo che permette tecniche come Kataguruma ecc. ecc. sanzionando le posizioni estremamente piegate con le mani che cercano solo la presa alle gambe? La scelta di questi arbitri doveva ricadere solo su quanti hanno praticato “veramente” il Judo conoscendo tutti gli aspetti del combattimento e non quegli arbitri che personalmente non ho mai visto su un tatami disputare neanche un randori o versare una stilla di sudore in allenamento? Inevitabilmente questi signori si limiteranno ad interpretare il loro ruolo come semplici “notai.” Giunti a questo punto è normale chiedersi che cosa fare. Non lo so, non riesco a pensare ad altro provvedimento che è quello di tornare radicalmente indietro e riscrivere quello pagine dimenticate, purtroppo anche da tantissimi Maestri, che ci potranno far tornare a quell’arte Marziale che abbiamo tanto amato. Forse, in uno scatto di orgoglio, il Kodokan potrebbe e dovrebbe organizzare manifestazioni internazionali di Judo tradizionale ma dubito che questo possa accadere. In conclusione voglio dedicare queste mie, forse cervellotiche, riflessioni a due grandi Judoka uno purtroppo scomparso l’amico e Maestro Cesare Barioli che per la ricerca del Judo ha molto scritto e al Maestro Nicola Tempesta dal quale ho molto imparato.

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