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Le donne non capiscono un c..avolo di judo. Questa affermazione l’ho sentita tempo fa, non molto a dire il vero.
Editoriale

Le donne non capiscono un c..avolo di judo. Questa affermazione l’ho sentita tempo fa, non molto a dire il vero.

Articolo 115 del 01/07/2019

Sono un vigliacco. “Le donne non capiscono un c..avolo di judo. Questa affermazione l’ho sentita tempo fa, non molto a dire il vero. Ero lì che parlavo con una decina di persone di judo e c’era chi aveva il verbo del judo innato e ce lo stava infondendo nelle nostre menti puerili. Due tizi gli davano di “spalluccia” sostenendo la tesi del signore. Ma ci sta. E ci sta pure che, quando due tizi che avevano i ragazzi in gara, hanno lasciato il gruppo di intellettuali del judo, qualcuno ha detto. “Vedete quelli...non ci capiscono un c..avolo di judo”. E’ normale prassi quando si incontrano le menti del judo per uno brainstorming. Ma quando ha detto, dall’alto della sua saggezza: “Le donne non capiscono un c...avolo di judo perché è l’uomo che dai secoli combatte per la famiglia, per il gruppo e per la società. Era lui che combatteva per difendere tutto questo per cui questo stato è atavico in noi.”Avrei potuto dire che mia madre, con quattro figli a carico si doveva sobbarcare il lavoro, la spesa, la cucina, lavare i piatti, il bucato, le feste, le vacanze e come lei c’erano 25.000.000 donne che stavano facendo tanto.
Però non glielo ho potuto dire, perché mia madre non ha mai fatto judo. Se lavarmi il judogi avesse voluto dire praticare judo...   Ma chi ha detto questa cosa molto probabilmente non ha vissuto in Italia negli ultimi 50 anni.
Ero disgustato da quelle affermazioni che decisi di andarmene e lasciai il gruppo. Ma sono stato un vigliacco, "perché avrei dovuto dire di quante donne si sono ricoperte di allori nel judo e di quante donne hanno fatto la storia del judo e di questa Federazione".
Però il tempo aggiusta tutto.Ai Campionati Europei di Minsk tra gli altri c’erano due donne italiane che sono entrate nella storia. Una è Maria Centracchio che prosegue la saga delle atlete che ci hanno portato sui podi più alti a livello Mondiale e segue le orme di Maria Bellone passando da Laura Di Toma, Maria Teresa Motta per poi approdare a Emanuela Pierantozzi, Alessandra Giungi, Giovanna Tortora, Laura Zimbaro, Ylenia Scapin, Lucia Morico, Giulia Quintavalle, Rosalba Forciniti, Odette Giuf-frida. Ma queste non sono tutte, solo quelle che mi ricordo e sono tutte atlete che hanno fatto la storia del nostro judo e del judo mondiale. Però c’era un’altra donna a Minsk della quale noi tutti dobbiamo andar fieri perché ha un ruolo importante nel judo internazionale; pensate che dice anche agli uomini (atleti di livello mondiale) quello che possono e non possono fare: Roberta Chyurlia. La nostra, ha arbitrato nella kermesse Europea guadagnandosi il plauso di tutta la classe arbitrale internazionale. Se queste donne non ci capiscono... Sono stato un vigliacco. Sono andato via senza dirgli tutto questo. Scusandomi me ne sono andato ma ho avvertito quella tempesta di cervelli: “Sto andando via. Io non ci capisco un cazzo di judo. Ve lo dico perché non vorrei che aveste dei dubbi.”
Oltretutto sono un ignorante, me ne sono andato via senza ringraziare per quella lezione. Sto rimediando.

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