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Articolo 120

Fabio Basile. Un Judoka. Fabio Basile è un judoka che fa discutere. Non si può imbrigliarlo, è uno spirito libero e nessuno può dirgli cosa può e non fare. Fabio è come il suo judo, calmo (anche se non sembra), riflessivo (anche se non sembra), metodico (anche se non sembra), esplosivo (e questo è abbastanza chiaro).

Cosa ci puoi dire di Fabio Basile? Io non posso aggiungere niente su Fabio che non si sappia già.
Ci sono quelli che lo adorano, ci sono quelli che appena vedono un pretest per criticarlo non si lasciano sfuggire l’occasione (neanche gliel’avesse imposto il medico). Ci sono i “baroni” del judo che sentenziano, i puritsti del judo che predicano. Ma Fabio piace alle ragazzine, ai giovani che vorrebbero essere come lui, piace ai veri tecnici del judo perchè vedono in lui un “prodotto” che tutti vorrebbero avere. Non piace ai “buon pensanti” che lo vedrebbero tutto casa e chiesa (“pardon” casa e dojo), non piace agli invidiosi perchè non ce l’hanno in squadra e, infine, non piace agli avversari che ce l’hanno contro.

Cosa posso dire io? Mi viene da dire che Fabio è un vero campione (lo so, sono scontato a dirlo) ma io non penso che sia campione solo perchè vince le medaglie ma proprio perchè si comporta da campione.
In tutto quello che fa c’è una metodica, costruisce piano piano la sua figura judoistica, la sua tecnica, la sua tattica. Ha deciso di avanzare di una categoria (ma sono due in effetti) e hanno detto e criticato su tutto, ma Fabio ha ben presente cosa vuol dire stare in una categoria superiore e ha sistemato tutti i suoi ritmi, la sua forza, ha migliorato la sua tecnica. Ci ha messo molto tempo, credo sia vero, però lui doveva essere sicuro di quello che faceva. E, adesso, è tornato a vincere. Il “Piede di Dio” è tornato a dettare legge sul tatami. Il suo Okuri De Ashi Barai è carico e ha vinto un suo incontro con O Uchi Gari (sarà l’influenza di qualche ragazza). A Tel Aviv Fabio è salito sul podio più alto in quanto ha ripetuto la stessa gara delle Olimpiadi, a parte il finale che ha vinto grazie al forfait in finale dell’armeno Karapetian. Basile si è sbarazzato, nell’ordine da Shimizu (Jpn), Umayev (Bel), Stump (Sui) e Hojak (Slo). Non c’è che dire per uno, che alcuni “Santoni del judo” vedevano ormai finito. Ma Fabio fa judo e come un judoka è un resiliente; dopo la Cina ha passato un periodo brutto ma come un judoka si è rialzato e si messo a lavorare. Come un judoka ha pensato di potercela fare e si è affidato a chi non l’ha mai tradito e ha ricominciato. Come un judoka ha preso le sue “botte” e ha imparato da quelle; come un judoka è stato sconfitto ma non domo, e come un judoka, con il coraggio di un judoka si è presentato su un altro tatami, e poi su un altro ma ogni sconfitta gli dava ragione. Stava maturando nella categoria +73. Tel Aviv è stata la conferma.
Che posso aggiungere io parlando di Fabio Basile? Che è un judoka.
Non mi sembra ci sia bisogno di aggiungere altro.

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