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Articolo 109

JUDO: 1882 - 2018

Il Maestro Pio Gaddi ci spiega la sua teoria storica del judo diviso in tre fasi fondamentali. Seguiamo le sue linee.

E’ interessante cercare di capire la vera storia del Judo dal 1882 ad oggi.
Ho praticato il Judo sui tatami italiani e su quelli di tutto il mondo, come judoka atleta, maestro e arbitro, dal 1950 al 2010 ininterrottamente, e come arbitro dal 1955- 89 (42 Europei, 16 Mondiali e 4 Olimpiadi,). 12 anni nella Commissione d’Arbitraggio Europea 1968/1980, possono dirvi che la mia esperienza è piuttosto a largo raggio, con tutti i popoli ed amici di ogni razza e religione, non nel ristrettissimo spazio del proprio dojo.
Dalle mie esperienze personali, e dai moltissimi libri e riviste judo che ho letto, mi sono fatto un’idea dell’evoluzione di questa disciplina a noi pervenuta dall’Estremo Oriente.

Ritengo che la sua storia possa dividersi in tre parti:

La prima fase, dal 1882 al 1950, ha mantenuto la sua stretta impronta orientale pret- tamente giapponese, e l’osservatore occidentale ha inizialmente colto solo l’aspetto spettacolare dei voli nelle proiezioni, ritenendola, specialmente utile mei combattimenti corpo a corpo dei militari, per cui anche in Italia i praticanti erano quasi tutti militari.

La seconda fase dal 1950 al 1980 progressivamente si è diffusa nelle palestre ed i praticanti il Judo cominciarono ad apprezzare oltre all’aspetto formativo fisico del judo anche tutti gli altri aspetti come “il miglior uso dell’energia” sia sul piano fisico che mentale per il miglioramento formativo del judoka, il tutto attraverso la realizzazione dell’Ippon!

La terza fase dal 1980 ad oggi con il diffondersi delle compe- tizioni e il significato di meritocrazia delle me- daglie (europee, mon- diali ed olimpiche) progressivamente non era più importante l’Ippon (la ricerca della tecnica veloce, potente e spettacolare) ma soltanto la vittoria nell’incontro per raggiungere un solo obiettivo: la medaglia .

Tutto il resto un soprappiù inutile per la medaglia!
Oggi i Maestri conoscono solo la metà delle tecnica tecniche del judo, quelle utili alla medaglia e basta, infatti dopo i trent’anni o diventano dei tecnici o smettono il judo.
Per carità di patria, non parliamo dell’attuale Regolamento d’Arbitraggio!

Le tribune sono occupate o da Atleti o da loro amici, pubblico venuto per il judo non c’è, spettacolo “0”, pubblicità forse in palestra ma non alle gare. Chi studia ancora il Judo di Jigoro Kano è un’eccezione, non la regola, e il judo di oggi è in realtà una greco romana col kimono (se preferite una “lotta giapponese”).

Mi scuso ma mi piace ancora il vecchio Judo di Jigoro Kano.

Pio Gaddi

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